SIAMO NOI

° Stupiti, scandalizzati, colpiti da una improvvisa crisi di purezza per la questione degli appalti legati alla Protezione Civile?O per le mazzette richieste dall’amministratore pubblico milanese? Avete ancora il coraggio di restare a bocca spalancata? Ma suvvia è normale, è l’Italia degli italiani, siamo noi questi signori, siamo noi che all’occorrenza non ci accontentiamo del potere o meglio vogliamo il potere per poi iniziare con i nostri deliri di onnipotenza, di ricchezza, di accaparramento indebito. Siamo noi che se entriamo nel cosiddetto << giro >> manco con le fucilate ci levano. Siamo noi che se per caso abbiamo la fortuna di incocciare in qualcuno che << conta >> ci sdraiamo, lo adoriamo, lo seguiamo, lo apprezziamo e a lui ci doniamo. Siamo noi con le pezze nel sedere che ci dimentichiamo se per caso ci va dritta di quando le avevamo e giravamo con le natiche scoperte. Siamo noi che formiamo circoli, club, associazioni, lobbies per scambiarci favori ma solo a noi, naturalmente. Siamo noi che un milione di euro in più o in meno non ci cambia la vita; siamo noi che decidiamo del destino di chi il destino vorrebbe deciderselo da solo e promuoviamo o bocciamo a seconda di come ci leccano e di come ci interessa essere leccati. Siamo noi che della res publica ce ne fottiamo finché non diventa res nostra che è poi il nostro fine ultimo. Siamo noi che ci va anche bene di non prendere delle randellate in faccia ogni qual volta ci svegliamo la mattina perché ce le meriteremmo, perché ci dovrebbero portare in Caienna senza la Cayenne ma a calci nelle natiche ben coperte e metterci a lavorare la terra fino alla conclusione dei nostri giorni, stremati dalla fatica, derubati della nostra individualità ma ahinoi nemmeno troppo purificati. Siamo noi che delle bandiere ce ne freghiamo, infiliamo i refoli  non di ciò che è giusto ma di ciò che ci serve. Siamo noi che prendiamo per i fondelli le repubbliche delle banane, che alla fine non sono altro che il nostro specchio con l’aggiunta di un po’di sole e più allegria. Siamo noi che contestiamo mafia, camorra e n’drangheta dimenticandoci che le abbiamo create noi e che mettiamo qualcuno di noi c’è persino dentro oltre il collo e che forse tra loro e le premiate società dei favori l’unica differenza è nella sigla, nel vestito che si indossa, nell’ambiente che si frequenta. Che problema c’è a guardarsi allo specchio e ricordarsi ogni mattina che facciamo schifo? Tanto anche quello fa parte dei beni da acquistare…….delle nefandezze da scambiarci

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